Angélica Dass

Angélica Dass

born in Rio De Janeiro (BR), 1979
lives in Spain

Humanae
2012–

text by Matteo Balduzzi

Humanae è un progetto in progress dell’artista ispano-brasiliana Angélica Dass, che si propone di realizzare un catalogo dei diversi colori della pelle. Questa tassonomia di proporzioni borgiane adotta i codici della guida PANTONE, la cui gamma di sfumature invita lo spettatore a riflettere sulle ambiguità della parola ‘identità’ quando viene utilizzata nel senso di uguaglianza.
Angélica Dass innesca questo meccanismo semantico con uno spostamento “innocente” del problema razziale dal contesto socio-politico a un medium apparentemente neutro come un catalogo di colori, in cui le tinte primarie hanno esattamente la stessa importanza di quelle ibridate e in cui si perde ogni corrispondenza tra la semplificazione dello stereotipo razziale e il “reale” colore della pelle. Durante la residenza, Humanae è proseguito nella cittadina di Vita. Grazie alla collaborazione della Pro Loco l’artista ha vissuto a lungo con gli abitanti e ha potuto instaurare una relazione profonda, necessaria alla realizzazione di ritratti che vanno da bambini di 8 mesi a persone di 80 anni. Come di consueto, le fotografie realizzate a Vita e Gibellina vengono esposte mescolate al lavoro svolto dall’artista in tutto il mondo.

Urban Layers Residency Program
Manifatture Knos

Humanae is an ongoing project by the Spanish-Brazilian artist Angélica Dass, who intends to create a catalogue of the different skin colours. This taxonomy of Borgean proportions adopts the codes of the PANTONE guide, whose range of colours invites viewers to reflect on the ambiguity of the word “identity”, when it is used in the sense of equality.
Angélica Dass triggers this semantic mechanism by moving “innocently” the race problem from a socio-political context to an apparently neutral medium such as a colour catalogue, in which the primary colours have exactly the same importance as the hybridized ones and every correspondence between simplification of the racial stereotype and the “real” skin colour gets lost. During the residency, Humanae was continued in the town of Vita. Thanks to the collaboration with the Pro Loco the artist lived for a long time with the inhabitants and was able to establish a deep relationship, which has been necessary for the realization of portraits ranging from 8-month-old children to 80-year-old people. As usual, the photographs realized in Vita and Gibellina are exhibited and shuffled with the work done by the artist in the world.

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